Mission


La Favola della Sirena e della Palla Magica

Direte Voi, cari fanciulli napoletani, cosa ci azzeccherà mai una sirena, nobile e affascinante come Partenope, con un gioco come il Rugby, che qualche ignorante o stolto considera rude e villano. Beh, come tutte le favole che si rispettino, è la Magia che fa accadere le cose più impensabili…e così infatti accade un giorno, quando la sirena Partenope, seduta sugli scogli di Castel dell’Ovo, mentre si godeva uno dei soliti spettacolari tramonti di maggio, all’improvviso notò un oggetto strano, curioso, che galleggiava trasportato dalla corrente. In pochi secondi le onde portarono sugli scogli una palla ovale che la Sirena raccolse e pulì dalle alghe e dalle buste di plastica. Ad un tratto, sul cuoio scuro e consumato apparvero improvvisamente delle parole…”Grazie, oh meraviglia dei mari del Sud. Arrivo da molto lontano, sono partita da un’isola verde, regno dei venti e del freddo. Laggiù i bambini e gli elfi si divertivano a prendermi in mano e a calciarmi, si azzuffavano per conquistarmi, rotolandosi sull’erba e nel fango, ma sempre per divertimento e per fare amicizia. Ero così felice di essere il loro gioco preferito; ma un giorno, un elfo dispettoso mi calciò così forte che volai in cielo, superai il bosco e le montagne fino ad arrivare nelle acque gelide del mare del Nord. Così ho attraversato i 7 mari e ora che sono arrivata sin qui, in questa terra piena di sole e di colori, ti porgo una preghiera: regalami ai bambini della tua splendida città e ti prometto che li farò tanto divertire insegnandogli il Gioco più bello del mondo!”.

Fu così che Partenope, incantata dal quel breve bizzarro racconto, si recò nell’immensa Piazza del Plebiscito, dove a tutte le ore del giorno e della notte, sciami chiassosi di bambini irrorano il cuore di Napoli con la loro incessante allegria e voglia di vivere. La Sirena apparve per magia al centro della piazza, attirando subito intorno a se decine di guagliuncelli sorpresi ed eccitati dalla improvvisa visione. La Sirena lanciò loro la vecchia palla ovale e disse gentile: “ Prendetela, è vostra. Ci penserà Lei a insegnarvi le regole, Voi metteteci il coraggio, la leggerezza e l’orgoglio di essere dei bravi napoletani”.

La Missione

Ci piace immaginare un club di rugby non come una semplice associazione sportiva ma piuttosto come una comunità portatrice di valori etici condivisi. Non c’è dubbio allora, che i bambini, gli adolescenti, insieme alle loro famiglie, rappresentino l’”Anima” di ogni vero Rugby Club. Nella vecchia Inghilterra, nelle nebbiose campagne del Galles, nelle fredde Highlands scozzesi, negli assolati villaggi dei Pirenei francesi, nelle verdi colline della Nuova Zelanda così è.

Nasce così nel 2011 la Partenope Rugby Junior, quale nuova sezione della storica Associazione Polisportiva Partenope dei “cavalli di bronzo”, fondata con la seguente missione:

promuovere il gioco del Rugby e i suoi valori educativi ai bambini/e ed ai ragazzi/e dai 5 ai 18 anni, con una visione unitaria del Club che lega tutte le diverse squadre e categorie dagli stessi principi sportivi e umani.

assicurare, per ciascun atleta associato e per i suoi familiari, l’equilibrio tra i 3 principi cardini del rugby amatoriale

il divertimento,

la migliore formazione atletica e tecnica

la dimensione educativa

favorire le condizioni per aggregare Entusiasmo e Passione, preziose fonti di energia “pulita” di un vero Rugby Club, che nei bambini, nei ragazzi e nelle famiglie della nostra città solare rappresentano un ingrediente “magico” che fa la differenza.

Generare nel tempo il senso di appartenenza al Club Partenope, e nel contempo diventare rugbisti, non solo giocatori di rugby, amanti di questo gioco al di la dei colori della maglia che si indossa, nel rispetto dei principi universali del rugby. Un percorso che li condurrà da adulti verso l’approdo in Prima Squadra, ma anche verso l’essere dei buoni napoletani. Il rugby è gioco, non un mestiere, e la possibilità di diventare dopo i 18 anni un giocatore della squadra seniores rappresenta la massima gratificazione di un atleta amatoriale.

Appartenenza, Partecipazione, Responsabilità, se diffusi tra tutti i componenti di una comunità, ne costituiscono la solida struttura portante.