IRELAND 2017 – IL DIARIO DI VIAGGIO DELLA RUGBY WORLD CUP WOMEN’S – GIORNI 12, 13, 14 & 15


Dopo una “apnea” di qualche giorno, riemerge con forza e femminilità la voglia di raccontare e di lottare di Maria Cristina Tonna, che dalla nuova base di Belfast ci racconta i sentimenti contrastanti seguiti alla delusione della sconfitta con le leonas spagnole. Buona lettura

Diario di viaggio!

Camera S-Conforto 12 – 13 – 14 e 15!

Giovedì 17 – Venerdì 18 – Sabato 19 – Domenica 20 Agosto 2017

“Ognuno di noi reagisce in maniera diversa di fronte alle difficoltà quotidiane, e anche la stessa persona non sempre ha gli stessi atteggiamenti.
Nei momenti “neri” ho bisogno di restare assorta nei miei pensieri, in una specie di letargo parziale ed analizzare le cose senza inquinamenti altrui.
Giovedì, inutile dirlo, il risultato della partita è stata una grande delusione per noi tutti : dopo la gara la tensione, frammista all’amarezza di non aver raggiunto un obiettivo, era molto forte.
In questi giorni di silenzio di questo diario, ho pensato molte volte a non scrivere più, complici anche alcuni commenti irrispettosi che ho avuto modo di leggere e/o che mi sono stati riportati da chi ci segue sempre con affetto immutato.
Facile salire sul carro quando si vince, provate a starci sempre sul carro, anche quando si prendono buche!
Di certo ci sarà chi analizzerà, ciascuno nel proprio ruolo, quello che è andato e non in questo mondiale, ma quando le cose non girano, come in una famiglia, è il momento dello stringersi insieme e di INCORAGGIARE, altrimenti tutti i valori sventagliati ai quattro venti diventano slogan.
Dopo tanto pensare, sono arrivata al punto da cui sono partita: per chi sto scrivendo queste parole, per chi sto lasciando questa traccia? Per le tante ragazze e ragazzine che giocano a rugby in Italia e che ho tra le mie amicizie di Facebook, per far passare il messaggio che…si, è tutto molto bello…ma dobbiamo lavorare duramente per competere a questi livelli, per chi segue il rugby giocato dalle donne di casa nostra ed ha piacere a condividere questa esperienza con noi.
E proprio per loro, mettendo alle spalle tutto il resto, continuerò a scrivere!

Una nota a margine della partita, indipendente dal risultato, la voglio fare per i tanti tifosi italiani giunti a Dublino per incitare le Azzurre. Nella maggior parte dei casi si tratta delle famiglie delle nostre ragazze: genitori, fratelli e sorelle, fidanzati, il piccolo Leonardo vestito d’azzurro, ma anche famiglie che hanno portato le proprie figlie, già giocatrici, a vedere e sostenere le proprie beniamine.
Grazie di cuore a tutti voi!

Quasi a voler mettere anche dei chilometri tra noi e la prima parte del Torneo, Venerdì partiamo per Belfast.
Alle 08.00 bagagli della squadra già pronti per caricare il truck che trasporterà tutto a Belfast e subito dopo pranzo, e due ore di analisi video ( analisi della gara con la Spagna), anche noi partiamo.
Il viaggio, in pullman, dura circa 2 ore e mezzo di sconfinati prati e pascoli con pecore e mucche.
Belfast è una piccola cittadina nota al mondo per le guerriglie tra cattolici e protestanti : Bloody Sunday (in gaelico: Domhnach na Fola), letteralmente “Domenica di sangue”, è il termine con cui si indicano gli eventi accaduti nella città di Derry, Irlanda del Nord, il 30 gennaio del 1972, quando il 1º Battaglione del Reggimento Paracadutisti dell’esercito britannico aprì il fuoco contro una folla di manifestanti per i diritti civili, colpendone 26.
Belfast è diversa da Dublino, sembra tutto un po’ più grigio, compreso l’alloggio:
se infatti nel campus dell’UCD abbiamo potuto fare vita di squadra, qui siamo in albergo ed è tutto più dispersivo.
Non è facile abituarsi così velocemente ad un nuovo ambiente, ma è necessario.
La sera, dopo i trattamenti di fisioterapia, tutti a dormire presto….da domani si ricomincia!
Ed infatti Sabato mattina è già ora del primo allenamento in quel di Belfast; anche qui una distesa quasi interminabile di campi da gioco e parchi verdissimi, perfettamente tenuti.
In pomeriggio allenamento differenziato palestra e piscina, a seconda di chi deve lavorare a ritmi normali e chi ha qualche piccolo acciacco post gara da smaltire.
In Hotel con noi ci sono la Francia, l’Inghilterra e la Nuova Zelanda, praticamente quasi tutta la griglia delle semifinali.
Mi trovo spesso vicino a loro nei corridoi, in ascensore e nelle altre zone comuni, e non posso non notare che vicino ad alcune mi sento uno dei 7 nani, io che sono alta 1.75! Incredibile la diversa struttura fisica, dovuta alle diverse razze, ma allo stesso tempo la grazia di queste giocatrici.
Sara Hunter ed Emily Scarrat, rispettivamente numero 8 e centro inglesi, sono due graziose ragazze di almeno 10 cm più alte di me, così come Lenaig Corson, seconda linea della Francia e compagna di squadra delle “nostre francesi”.
Domenica è stata una bella giornata, finalmente un tiepido sole coraggioso ha riscaldato l’aria e l’ambiente.
L’allenamento della mattina è scorso via tranquillo ed efficace, poi spazio al recupero con Michele e Cecilia nella nuova sala fisio ( è questa la nuova Camera S-Conforto, anche se decisamente meno accogliente della precedente!!!), riposo e di nuovo in aula per sessione video; questa volta abbiamo analizzato il Giappone, sia in attacco che in difesa.
Dopo cena un po’ di relax, prima di andare a dormire.
Alcuni genitori raggiungono le ragazze per stare un po’ insieme, anche delle altre squadre. Trovo questo momento molto commovente, mi piace vederli mentre si salutano affettuosamente, anche se mi prende un po’ di nostalgia di casa e dei miei ormai ragazzi.
Anche oggi chiudiamo la valigia dei ricordi con tante belle cose viste e fatte.

È nel momento più freddo dell’anno che il pino e il cipresso, ultimi a perdere le foglie, rivelano la loro tenacia.
(Confucio)

Maria Cristina Tonna
Coordinatore Attività Femminile F.I.R.