IRELAND 2017 – IL DIARIO DI VIAGGIO DELLA RUGBY WORLD CUP WOMEN’S – GIORNI 8 & 9


Non c’è destino sportivo in una nazione, ad alti livelli così come a livello amatoriale e scolastico, se non esiste una cultura e una visione di come fare sport nell’età evolutiva. Ce lo racconta la nostra guida del mondiale di Dublino, Maria Cristina Tonna, mettendo il dito nella piaga della carenza di prestazioni e risultati delle nostre nazionali quando ci si confronta con nazioni organizzate e attrezzate come l’Inghilterra o l’Irlanda.
Buona lettura

Diario di viaggio…..Diario DEL VIAGGIO!

Camera S-Conforto 8 e 9!

Domenica13 e Lunedì 14 Agosto 2017

Ormai i giorni si susseguono tutti uguali, abbiamo preso un ritmo, una marcia di avvicinamento al giorno della gara ( in tutto 5)…e poi si ricomincia.
Domenica è stata un’altra partita molto dura: se qualcuno pensava che l’Inghilterra, Campione del Mondo e vera corazzata del rugby femminile, potesse tirare il freno a mano, certa della vittoria, si sbagliava di grosso.
Il giusto approccio alla gara è quello di voler dare sempre il massimo, e loro lo hanno fatto anche contro di noi, dosando giusto un po’ alcune giocatrici.
Così come lo abbiamo fatto noi, anche se il risultato finale, secondo me, non ha premiato la nostra gara, complice l’infortunio a 15 minuti dalla fine di Maria, che ci ha costretti a giocare in 14, avendo già fatto tutti i cambi, per far fare esperienza e minutaggio anche alle più giovani.
La gestione delle gare di una competizione come un mondiale è ben diversa da quella di una gara singola, e perfino del 6 Nazioni; 5 partite molto ravvicinate tra loro ( appena 4 giorni una dall’altra), 5 partite giocate tra le 12 squadre migliori al mondo.
Il recupero diventa fondamentale, e qui entrano in gioco le sinergie tra la gestione tecnica , affidata ai coach, il fitness coach e il reparto medico/fisio.
Anche un buon riposo fa parte del recupero, così come ovviamente una buona alimentazione.

E’ chiaro che qui stiamo vivendo un’esperienza di alto livello, sia in campo che nell’organizzazione, ma quello che in questi Paesi si tocca con mano è la differenza di cultura che hanno nei confronti dello sport.
Sappiamo molto bene tutti come lo sport sia parte integrante della formazione delle persone in tantissimi Paesi del mondo, e come questo processo cominci dalla e nella scuola.
Questo vuol dire:
– strutture scolastiche adeguate, con palestre, campi, piscina, ecc ( vista con i miei occhi in trasferte in vari paesi europei, in scuole PUBBLICHE!!!!);

– programmi scolastici adeguati, che comprendano anche la formazione sportiva ( non a caso fino ad una certa età e livello le attività sono scolastiche), con ricadute importanti sugli schemi motori di base e sulle capacità coordinative, sull’acquisizione di uno stile di vita e di una certa mentalità;

– calendari scolastici adeguati , sia come orari che come periodizzazione, con vacanze meglio distribuite durante l’anno solare ( questo andrebbe anche a vantaggio del rendimento scolastico…vi ricordate che fatica tornare a scuola dopo 3 mesi e passa di “vacanze estive”, dove a volte la noia ti avvolge il cervello così tanto che diventi un’ameba????)

– se lo studente non diventa un campione per lo meno avrà acquisito una confidenza con lo sport, avrà scelto quello che più gli aggrada ed il livello che gli compete;

– se lo studente non diventa un campione per lo meno sarà un cittadino più sano, con la consapevolezza che fare sport, a tutte le età, aiuta a vivere meglio!

Questa la base di partenza , le fondamenta, su cui sviluppare progetti, che siano di reclutamento, di sviluppo o legati a competizioni internazionali.
Questo aspetto, che di certo non deve diventare un alibi, è la prima differenza macroscopica.
Vi pare poco???
Abbi buona cura del tuo corpo, è l’unico posto in cui devi vivere.
(Jim Rohn)

PS.
Lunedì due passi per Dublino, sotto una REUMANTICA pioggia, in perfetto stile…estate irlandese!
Anche il riposo della psiche fa parte del recupero.


Maria Cristina Tonna
Coordinatore Attività Femminile