IRELAND 2017 – IL DIARIO DI VIAGGIO DELLA RUGBY WORLD CUP WOMEN’S – GIORNO 4


Il dado è tratto. Il 4° episodio del diario del viaggio di Maria Cristina Tonna entra nell’arena verde di Dublino dove le nostre belle amazzoni azzurre provano l’amaro dell’esordio mondiale con una sconfitta di misura, di fronte ad un avversario che mostra maggiori disponibilità fisiche ma senza mai lasciare indietro il coraggio e la determinazione.
Non possiamo che mandare un enorme abbraccio a Lucia Cammarano per il suo beffardo destino; segna la prima meta azzurra di sempre in una coppa del mondo e dopo due minuti esce dal campo per un infortunio che la terrà lontano dai campi per un pò. Forza Lucia e buona lettura…

Diario di viaggio…..Diario DEL VIAGGIO!

Camera S-Conforto 4!

Mercoledì 9 Agosto 2017

Sveglia presto stamattina : per sfogare un po’ di ansia pre – gara noi dello staff ce ne andiamo in palestra, mentre la restante parte della squadra ancora riposa.
Poi, dopo aver fatto colazione tutti insieme, ciascuno si concentra nel proprio compito.
Si preparano le borse con il materiale per il campo : borracce con acqua e sali minerali, canotte, materiale per riscaldamento, insomma un lungo elenco.
Le borse del Doc Cecilia e del Fisio Michele …quelle sono sempre pronte!
Il “clima” del gruppo è sereno, molto concentrato e determinato a far bene, mentre il meteo oggi è un po’ matto…sole…nuvole…caldo….freddo…un continuo variare.
Raggiungo il campo a piedi, passo nell’area fans, dove fa bella mostra di se la Coppa che verrà assegnata alla vincitrice della competizione; non è tanto grande ma ha un valore immenso e guardarla fa venire un groppo alla gola, perché dietro e dentro quella coppa ci sono racchiuse ore di allenamento delle tante atlete presenti qui a Dublino, i loro obiettivi e di chi lavora con e per loro.
Proprio mentre passo davanti al maxischermo viene messo in onda il video sulla nostra squadra, girato in Italia da WorldRugby, con Sara che introduce il nostro Mondiale e la nostra squadra.
A proposito di ispirazione questi giorni mi saranno utili per vedere e ascoltare tante cose; è incredibile come le cose vengano fatte con semplicità e senza tanti sfarzi, ma siano terribilmente concrete. Mi piace molto questa idea di sobrietà , di non sfarzo, rafforza il mio concetto di essere e non apparire, che cerco di applicare in tutte le cose che faccio.
Allo Stadio è già in corso la prima gara di giornata tra Inghilterra e Spagna.
C’è un’atmosfera festosa, che chi frequenta i campi da rugby conosce bene.
Incontro un bel gruppetto nutrito di italiani , famiglie delle Azzurre e altri sostenitori; molti genitori hanno portato le proprie figlie rugbiste adolescenti a vedere e sostenere la nostra squadra, anche per loro sarà un’esperienza importante per il loro futuro sportivo.
L’ora e mezza prima della gara è un turbinio di cose da fare, i componenti di tutte le squadre sembrano api operaie al lavoro, ciascuno il suo ma tutti coordinati., e così fino al momento degli inni.
Per gli atleti di qualsiasi disciplina e nazionalità quello dell’inno è il momento in cui le emozioni prendono per un attimo il sopravvento sulla razionalità necessaria alla gara, recuperata subito dopo anche grazie al fischio dell’arbitro.
Tralascio la cronaca della gara, che già è stata fatta da chi lo fa per lavoro e di certo meglio di me, anche perché non è lo scopo di questi miei racconti, mentre invece voglio spendere due parole su Lucia e il suo infortunio.
So con quanta determinazione ed impegno si fosse preparata per questa competizione, stava andando alla grande, aveva appena segnato; gli infortuni, per quanto mai nominati per scaramanzia, fanno parte delle probabilità nella vita di un atleta, ci si allena anche per evitarli e si vive sempre pensando solo al bello del gioco .
So anche che Lucia è una combattente, e sono certa che con la stessa determinazione con cui si era preparata per il Mondiale saprà affrontare il lungo recupero che la aspetta.
Forza LU!!!!!!

Quando perdi una gara che volevi vincere fa male, brucia come quando ti sbucci sull’asfalto.
Continuiamo a lavorare, per fare meglio.

Quando perdi, non perdere la lezione.
(Dalai Lama)

PS Perché “Camera S – Conforto” …
Definizione di conforto : senso duraturo di sollievo provato in seguito all’aiuto spirituale offerto da qualcuno.
Dunque il conforto può prenire lo sconforto, che in qualche occasione può prendere…lontananza dalle proprie abitudini, stanchezza fisica e mentale eccessiva.
Il conforto…titolo di una magnifica canzone di Carmen Consoli e Tiziano Ferro.
“ Non volevo farti scappare, ho chiuso la porta e ti ho dato la chiave” questo rappresenta un gesto di estrema fiducia nei confronti degli altri, chiudere la porta per tenere qualcuno al sicuro, ma dargli la chiave per non intrappolarla, lasciandola così libera!
Protezione e libertà!

Maria Cristina Tonna
Coordinatore Attività Femminile