DA BARRA CON AMORE: “GRAZIE RUGBY”


C’è un quartiere nella città di Napoli che si chiama Barra, fino al 1920 comune a se dell’area Vesuviana, a quei tempi così bello e signorile con ville principesche, giardini fiorenti bagnati dal fiume Sebeto.
Oggi è una periferia annessa alla metropoli Napoli, un addensamento urbano di 40.000 abitanti dove le ville e i giardini sono stati sostituiti dai palazzi e dal cemento selvaggio, dove le opportunità di riscatto e di emancipazione vanno conquistate con i denti.
La Scuola Media Statale “Solimena”, il comune di Napoli e la AP Partenope hanno realizzato un piccolo sogno, riqualificando un’area verde abbandonata e diventata discarica, trasformandola in campo da rugby in mezzo ai palazzi, dedicata ai bambini della scuola e speriamo presto del quartiere. Il professore di educazione fisica Salvatore De Stefano, vecchio leone e pilone della Partenope di qualche anno fa, ha coronato la sua idea folle e oggi ha messo in piedi una squadra di rugby formata da 15 aitanti scugnizzi under 12, pieni di energia verace e sincera, con la collaborazione preziosa e amorevole delle docenti Rosa Fiore ed Anna Iengo.
Gennaro Borriello è uno di loro, protagonista sabato 11 marzo, insieme ai suoi compagni, di una giornata indimenticabile, ospiti della Federazione Italiana Rugby alla manifestazione collaterale alla partita Italia Francia del torneo delle 6 nazioni. Dopo aver giocato sul prato dello stadio dei Marmi con decine di coetanei provenienti da tutta Italia, gli scugnizzi di Barra sono entrati in campo, stadio Olimpico, insieme ai compagni delle periferie di Scampia, Librino, Corviale e Amatrice, per cantare l’inno nazionale con i giocatori della nazionale, davanti a oltre 50.000 persone.
Emozione unica, per bambini che fino a poche ore prima vivevano lo sport come un fatto televisivo monopolizzato dalle vicende del Napoli, della Juve, dei rigori non dati, dei torti subiti, De Laurentiis etc etc.
Il terzo tempo e il quarto tempo, nome dato dalla FIR a questo evento di rugby sociale, è stato un viaggio nello spazio-tempo per i bambini della Solimena che adesso potranno partecipare e dire la propria nella crescita del movimento ovale napoletano e speriamo italiano.
Godiamoci il racconto di Gennaro Borriello scritto in pullman mentre rientrava da Roma.