TRA “MARE & TERRA”


Si conclude oggi la splendida avventura dei ragazzi della AP Partenope Rugby under 16, protagonisti, in quel di Conegliano, di una esperienza umana e sportiva di rara intensità progettata con il Conegliano Rugby, il cui nome è “TERRA & MARE”. Di seguito i saluti dei presidenti delle società e l’intervista al Direttore Tecnico veneto-partenopeo Stefano Raffin.

“I nostri 24 atleti e lo staff dei tecnici e dirigenti accompagnatori rientrano in queste ore a Napoli, dopo 5 giorni in cui sono stati accolti, allevati, rispettati e coccolati come solo in certi luoghi del nostro paese è possibile. La comunità del Conegliano Rugby, a noi sconosciuta fino al 1 gennaio 2017, ha offerto una dimostrazione, disarmante per calore, organizzazione e spontaneità, di cosa significhi essere un club di rugby in Italia, in piena epoca di smarrimento e confusione provocati dallo pseudo-professionismo e dagli eccessi di arrivismo agonistico, nonchè di pregiudizi sociali e territoriali.
I nostri “Sarracins” oggi rientrano arricchiti da un bagaglio in più, un “borsone” che si porteranno per tutta la vita pieno di emozioni condivise, di ideali che dal singolo si fondono nel gruppo, un gruppo che è riuscito in 4 giorni a fare squadra, a parlare la stessa lingua con accenti diversi, a sentirsi compagni in campo durante la battaglia.
Questa esperienza è stata concepita e condivisa la scorsa estate tra il Conegliano a la Partenope Junior, quando l’amico Stefano Raffin, in vacanza nella sua Napoli, ci venne a trovare sul campo dello stadio Albricci dove, come se fosse stata casa sua da sempre, si è improvvisato un allenamento congiunto con i ragazzi del coach Tonino Siciliano. La scintilla del sogno, a tratti folle, è scoccata in quel pomeriggio afoso all’Arenaccia, per poi propagarsi come una miccia di 770 km fino alle prealpi di Conegliano. Il risultato di questa visione comune è andata oltre ogni plausibile, razionale aspettativa a dimostrazione che il rugby è una metafora della vita, nella quale solo chi ha coraggio di osare ed aprirsi all’ignoto può viverla fino in fondo. A nome della Associazione Polisportiva Partenope e della sezione Partenope Rugby Junior, a nome dei genitori dei 24 ragazzi ospiti delle famiglie dei giocatori del Conegliano, desidero esprimere alla comunità intera del club giallo blu e al suo Presidente, il più caloroso ringraziamento per tutto quello che è stato da Voi fatto, i cui effetti si propagheranno a lungo e in profondità. Un ringraziamento speciale a Stefano che ha realizzato il sogno di papà Nello, un pezzo di storia vivida del nostro club.
Non vediamo l’ora che arrivi il fine settimana pasquale, quando saremo noi ad accogliervi e a farvi provare l’affetto e la riconoscenza della gente del sud.”

Dario Calapai, Presidente PRJ.

“Volevo ringraziare la Partenope per essere stata qui con noi, aver intrapreso questa splendida avventura che con piacere ricambieremo. Spero che i ragazzi si siano ambientati bene e si siano sentiti come a casa loro e spero anche che questi giorni di allenamento congiunti siano serviti a far accresce il senso di condivisione, confronto e competizione, abbia arricchito le loro capacità di intraprendenza.
Un grazie a Stefano e a tutti coloro che hanno reso ciò possibile penso che queste esperienze proprio a questa età siano molto formative ed aiutino a creare quel senso di appartenenza alla squadra e alla condivisione di diverse culture ed abitudini.
Un abbraccio
O’ President”

Riccardo Piccoli, Presidente Conegliano Rugby.

Scambiamo alcune battute con Stefano Raffin, DT del club veneto, napoletano doc da anni trasferitosi nelle terre del nord-est, ideatore e promotore della franchigia.

Stefano, che effetto ti fa sentire il napoletano sul tuo campo di Conegliano?

E’ una bellissima sensazione oltre al fatto che mi diverte il ruolo di traduttore…scherzi a parte sono certo che molti dei ragazzi partenopei porteranno a casa un po di trevigiano doc e che tanti dei ragazzi di Conegliano saranno contaminati dalla mia lingua…non voglio buttarla in facile polemica antidivisionista ma credo che alcune cazzate simil scissioniste vadano definitivamente archiviate come una follia-temporanea..siamo una nazione.

Da dove nasce questo progetto di collaborazione e in cosa consiste

Nasce da una visione..dall’idea che lo sport in generale e in particalare il rugby se vuole crescere deve riaffondare le sue radici in questo terreno, scevro dalle pomeliche, dagli schieramenti pro contro federali, dalle logiche che servono solo ad alimentare energie negative..deve andar oltre..trovare comuni denominatori di realtà diverse ed intorno a questi sviluppare qualità…

Quali sono i tuoi ricordi e i tuoi sentimenti verso Napoli e la Partenope

Tanti..molto personali..ho profonde radici nella mia città..sono fieramentre napoletano..ho profondissimi legami con la Partenope..posso dire senza possibilità di essere smentito che sono nato sul campo da rugby della Partenope..ho familiari, amici..mio padre che hanno contribuito a render grande questa società…sono lo stesso motivo per cui oggi sono in questo ambiente in questo sport

Che cosa ti aspetti dal tuo lavoro a Conegliano nei prossimi 2/3 anni

E’ una gran bella sfida…insieme a persone meravigliose, ad una società che mi sta dando un enorme sostegno, una squadra..stiamo provando a creare le basi per uno sviluppo importante del rugby sul nostro territorio, a completare la filiera che oggi arriva all’under 16 ed accogliere tantissimi ragazzi al’interno della nostra realtà.
Un progetto che richiede tempo, dedizione e che deve esser assolutamente di qualità..stiamo provando a creare una cultura sportiva prima che inseguire risultati agonistici che per me sono sempre una risultante secondaria del primario obiettivo.

E infine, cosa desideri trovare a Napoli nella clubhouse Partenope quando verrete per il torneo di Pasqua 2017 insieme agli amici di Parigi?

Amicizia, fratellanza, sorrisi…e la pastiera!!