AL DI LA’ DEL RISULTATO.


La forza e la consistenza di un gruppo vincente, e non inteso nel mero e freddo risultato del campo, sta sicuramente nel trovare e fare tesoro di quanto di buono resta dopo la naturale amarezza di un sogno svanito all’ultimo istante.
La sconfitta dei guaglioni U16 di Tonino Siciliano e del capitano Federico Bianco, ieri inflitta dalla legge del campo, ha lasciato due verità:
1. il gruppo dei giovani atleti e dello staff tecnico/dirigenziale, quanto mai affiatato e compatto, ha maturato in meno di 3 anni, partendo da zero, una straordinaria crescita tecnica, fisica e mentale, caratterizzata da una disarmante umiltà ed educazione sportiva. Il pianto di molti dei ragazzi a fine partita era di una dignità rara e sincera; e possiamo stare sicuri che in cento altri campi d’Italia avremmo senza dubbio assistito ad una reazione ben diversa, in quella speciale circostanza della partita “della vita”, svanita a tempo scaduto per “colpa” dell’arbitro che ha il coraggio e la capacità di fischiare un calcio di punizione che inesorabilmente infrange il sogno legittimo di chiunque osi vincere. Nessuna reazione scomposta, nessuna protesta. Solo il saluto e il corridoio, come avviene in un luogo in cui il rugby è rugby.
2. Il gruppo dei genitori sostenitori della squadra e del Club la cui sportività e maturità si condensa tutta in quel frangente di tempo in cui il calciatore della Capitolina prepara il gesto fatale del “fendente” che condanna i ragazzi alla sconfitta. Un tempo che sembrava mai finire, che i genitori hanno “protetto” e rispettato in religioso silenzio, come avviene in un luogo in cui il rugby è semplicemente rugby. Genitori e soprattutto Mamme dal cuore grande e comprensivo, che non smettono mai di incitare i propri ragazzi e di essere da esempio anche per i ragazzi ospiti, offrendo con calore e orgoglio terzi tempi indimenticabili.

Con sincera ammirazione.
DC