Serie B: il saluto dell’Albricci



Ultima partita in casa per i guaglioni di Ezio.
Alla fine di una stagione,che riesce ad essere straordinaria insieme per risultati ed episodi sfortunati,i ragazzi si presentano sul campo di casa per la loro ultima uscita ufficiale con l’animo sollevato di chi ancora una volta ha centrato gli obiettivi stagionali: mantenimento della categoria e valorizzazione dei giovani talenti fatti in casa.
Anche questa volta il gruppo si presenta compatto in campo e anche questa volta un intero reparto sarà schierato per ordine dei medici in tribuna.
Chi scende in campo dà il meglio di sè stesso e per almeno 3/4 di partita terrà il fiato sul collo dei più quotati avversari.
Il risultato finale non lascia spazio ad alibi: 10-41 con 5 mete subite a fronte di una segnata, ma è solo un calo fisico che determina il punteggio finale che sembra una punizione troppo severa per ciò che si è visto per tutta la durata dell’incontro.
Ultima in casa è anche giornata di saluti:
Ferdinando Riemma che avendo compiuto il 42^ compleanno ha raggiunto il limite previsto dal regolamento federale , Ezio ed Antonio che dopo un ciclo durato 5 stagioni salutano la guida del primo XV, Alejandro che a fine stagione rientrerà in patria e per ultimo ma non ultimo Pasquale Piscopo, capitano di lungo corso della formazione Partenopea , che ha deciso di lasciare il rugby giocato per dedicarsi completamente a quello di allenatore.
L’albricci ha salutato tutti i suddetti,ma il rugby non lascia mai chi ne ha subito il fascino e la recente storia della Partenope ha dimostrato di non fare eccezione a questa regola ovale e misteriosa.
Saluti ma non addii.
Se è vero che oggi siamo ciò che abbiamo costruito negli anni passati quello che oggi lasciano questi protagonisti all’Albricci è degno di menzione.
Mille difficoltà e mai nessuna resa.
Queste sono le basi per spiccare il giusto salto di qualità tanto atteso.
Questa stagione ci mostra la strada che per primi questi ragazzi hanno avuto il coraggio di intraprendere, il progresso segue il primo solco e spesso la storia dimentica chi per primo lo ha tracciato.
L’albricci saluta e dá appuntamento alla prossima.
Sicuro di riabbracciare sempre i suoi protagonisti come da oltre 10 generazioni.