U16 SECONDA SQUADRA – IN 15 A COMBATTERE CON IL RENDE


AP PARTENOPE SECONDA SQUADRA VS RENDE: 0 – 58

I racconti di alcuni dei 15 ragazzi che oggi all’Albricci hanno onorato il rugby, al di la del risultato e dell’enorme lavoro da fare per la crescita tecnica e fisica. Diversi ragazzi convocati sono mancati all’appello, mancando di rispetto ai propri compagni innanzitutto, pensando di essere atleti professionisti. Chi è sceso in campo oggi ha messo faccia e cuore.

“Posso dire solamente che eravamo scesi con il pensiero da un’altra parte, già eravamo convinti di aver vinto a tavolino (il Rende è arrivato in ritardo), in campo sono mancati i placcaggi, ma sono fiero dei miei compagni che dopo l’infortunio di un nostro giocatore hanno retto fino a fine partita, poiché costretti dal limitato numero, a giocare tutti i 60 minuti, quindi speriamo di migliorare e di dare molte soddisfazioni ai nostri mister”. Mattia Crescente

“Io posso dire che non è stata una bella partita perché abbiamo anche provato durante l’allenamento ma poi abbiamo giocato senza voglia (compreso me) perché come ha detto Mattia eravamo convinti di aver vinto a tavolino e di giocare una amichevole. Ioltre, sembra brutto perdere però perdendo si impara ed abbiamo imparato piccole cose però che possono servici a migliorare. Anche essendo in 15, con l’unico in panchina che si è infortunato, tutti hanno dato il massimo e abbiamo fatto un modesto gioco di squadra e per me questo è forse anche meglio di una vittoria.” Pietro De Francesco

“in fase d attacco oggi non abbiamo fatto quasi nulla, quelle poche volte che entravamo, entrava uno contro tutti e finiva per perdere sempre il pallone, dobbiamo posizionarci meglio in difesa , dobbiamo placcare forte e oggi non lo abbiamo fatto, la maggior parte di quei placcaggi erano alti, infatti l’arbitro ha ammonito due volte.
Bisogna essere più convinti piu cattivi a partire dalla prossima partita dove speriamo di rifarci.”
Nando Ismail

“Per me sono mancati i placaggi e mancava chi portava i palloni avanti. Di solito è compito dei piloni questo, ma i piloni tipo io, non stavano in condizioni ideali.” Antonio AversanoIMG_7225