Rugby e Leggende. Il saluto ad Anacleto Altigieri


Il Rugby. Quello di una volta, quello di sempre. Quello che resiste all’avvento del professionismo, perchè vive in una dimensione altra. Fatto da Uomini che, nonostante lo scorrere del tempo biologico, hanno lasciato il solco indelebile sul terreno dei ricordi e dell’anima. Abbiamo letto in questi giorni della scomparsa di Anacleto Altigieri, pilone leggendario di Oriolo, piccolo centro rurale del centro Italia, colonna epica della Rugby Roma e della nazionale degli anni ’70, compagno di prima linea con giocatori irripetibili nella storia ovale azzurra, capace di imprese sportive che trascendono la mera competizione agonistica. Uno di questi compagni è Crescenzo Vitelli, napoletano doc, ancora oggi un esempio sul campo per ogni baldonzoso aspirante rugbista, in questa foto ritratto proprio mentre, da tallonatore, si lega con Anacleto prima di ingaggiare una mischia per la mitica maglia a strisce bianco nera della Rugby Roma. Crescenzo, che ha vestito la maglia della Nazionale e della Partenope, ci ha gentilmente dato l’onore di condividere alcuni ricordi di momenti vissuti con un Uomo da tutti definito un gigante dal cuore di bambino. A breve Crescenzo ce li racconterà nel calore dei tavoli di legno, della luce gialla della “Taverna di Zinzan”, sotto le note di un blues lontano. Anacleto ha passato la palla, e noi cerchiamo da oggi di tenere vivo e forte il ricordo e la conoscenza di questo rugby così pieno di cuore e passione.