Paul O’Connell: quando avanza la torre


Penso che Paul O’Connell sia un giocatore fantastico, probabilmente il migliore contro cuiabbia giocato nella mia carriera. Egli è anche uno studioso della rimessa laterale; spende un sacco di ore ad analizzare e a prepararsi per ottenere che tutta la sua unità sia pronta per il fine settimana. Quindi, è sempre difficile andare contro di lui.” (Victor Matfield)

Aggressivo, determinato, infaticabile, duro, perfezionista, impeccabile; sono questi alcuni aggettivi che definiscono Paul O’Connell, l’uomo che incarna alla perfezione lo spirito del guerriero irlandese. Keano, come lo hanno soprannominato i suoi compagni di squadra, nome clonato dal ringhioso calciatore Roy Keane, è considerato tra le migliori seconde linee di tutti i tempi, tant’è che Victor Matfield, uno che nel ruolo non è mai stato secondo a nessuno, lo ha definito il migliore avversario con cui ha ingaggiato battaglia nelle sue cento e più presenze con gli Springboks.

O’Connell, però, non è solo il polipo pigliatutto in touche. Lui è il faro che in campo fa da riferimento per i compagni, la pietra angolare su cui è costruita la struttura del pack irlandese, l’architetto delle mischie chiuse e il timoniere di poderose maul avanzanti. Se su una scacchiera Brian O’Driscoll sarebbe il re e Ronan O’Gara l’alfiere, Paul, senza dubbio, è la torre che avanza minacciosa.

Uomo del Munster in tutto e per tutto, Paul O’Connell vanta tre vittorie nel Sei Nazioni e altrettanti tour con i British & Irish Lions, uno dei quali da capitano. Con il suo club, il seconda linea ha conquistato tre volte il campionato di Celtic League e due Heineken Cup.

Paul O'Connell

Paul Jeremiah O’Connell è nato a Limerick, 20 ottobre 1979. Cresciuto nel capoluogo della provincia di Munster, Paul ha frequentato la Model School and Ardscoil Rís, dove ha iniziato a praticare il nuoto ottenendo ottimi risultati. Soltanto a sedici anni compiuti il ragazzo ha optato per il rugby, giocando per la sua scuola alla Munster Schools Senior Cup e poi rappresentando le Irish School nel 1997 e nel 1998, assieme al futuro compagno di nazionale Gordon D’Arcy.

In seguito, Paul ha giocato cinque partite consecutive con la Under 21 Irlandese, formando un’eccezionale coppia di seconde linee con Donncha O’Callaghan.

Nel frattempo O’Connell ha completato tre anni d’Ingegneria Informatica presso l’Università di Limerick, ma è stato costretto a rinviare l’ultimo anno per concentrarsi sul rugby.

Il 17 agosto 2001 Paul ha giocato la sua prima partita per il Munster, una sfida della neonataCeltic League contro Edimburgo, al Watsonian, vincendo 25 a 22. Quell’anno il club di Limerick è arrivato sino alla finale del campionato, ma ha ceduto proprio allora contro i cugini del Leinster a Dublino.

Intanto, il 29 settembre, sempre del 2001, Paul ha disputato la sua prima partita diHeineken Cup, vincendo con il Castres Olympique 28 a 23. Anche in coppa la Red Army è arrivata sino alla finale, ma ancora sono stati costretti a cedere la prima piazza. Questa volta a punirli sono stati i ragazzi del Leicester Tigers, campioni in carica, che il 25 maggio 2002 hanno vinto 15 a 9 sull’erba del Millenium Stadium. I tifosi del Munster ricordano questo incontro con il nome di The hand of Back, per il fatto che il flanker del Leicester, Neil Back, ha usato in maniera irregolare le mani, toccando la palla introdotta dal numero 9 irlandesePeter Stringer durante una mischia chiusa a cinque metri dalla linea di meta dei Tigers, per spingerla verso la propria prima linea.

Il 3 febbraio 2002 Paul ha giocato al Lansdowne Road contro il Galles la prima gara con la nazionale maggiore, schierato da Eddie O’Sullivan in coppia con Mick Galwey. Per l’occasione O’Connell ha segnato una meta, anche se poi è stato costretto ad uscire dal campo per un infortunio.
Paul ha disputato altre due gare di quel Sei Nazioni, entrando dalla panchina con l’Italia e la Francia.

In giugno Keano è stato schierato titolare per la sfida che l’Irlanda ha perso a Dunedin contro gli All Blacks. Poi, è sceso in campo a gara iniziata in un paio di occasioni durante il Sei Nazioni del 2003.

Sul fronte interno, il Munster è riuscito a vincere la Celtic League del 2003, battendo nettamente il Neath 37 a 17 nella finale del Millenium Stadium. Tra regular season e play-off gli irlandesi hano perso solo la partita di Belfast con l’Ulster, squadra poi asfaltata nella semifinale.

Il 16 agosto 2003 il seconda linea ha realizzato altre due mete al Galles, durante una sfida in preparazione alla Coppa del Mondo: due marcature che gli sono valse la convocazione da parte di O’Sullivan proprio per disputare il mondiale in Australia.

Keano è sceso in campo in tutte le sfide che l’Irlanda ha giocato in quel torneo. Il XV del Trifoglio ha asfaltato la Romania all’esordio e in seguito la Namibia. Quindi, ha sconfitto per un solo punto (16 a 15) la delicata partita con l’Argentina per poi perdere, sempre per un punto (16 a 17) con i Wallabies.
Passati ai quarti come seconda forza del girone, i ragazzi capitanati da Keith Wood sono stati eliminati dalla Francia nella sfida di Melbourne, battuti con un 43 a 21 che non ammetteva repliche.

Nella partita di apertura del Sei Nazioni 2004, con la Francia, ad O’Connell è stata affidata la fascia da capitano in assenza di Brian O’Driscoll. Keano ha giocato tutte le gare di quel campionato, nel quale l’Irlanda ha conquistato la Triple Crown dopo 19 anni, uscendo vincitrice anche da Twickenham.

Quell’anno O’Connell ha avuto fortuna anche sul fronte interno, quando il Munster ha vinto la finale dell’ultima edizione di Celtic Cup, sconfiggendo i Llanelli Scarlets 27 a 16 a Landsdowne Road, il 14 maggio 2005.

Durante il Sei Nazioni 2005 Paul ha realizzato una meta alla fine del primo tempo nella vittoriosa sfida in cui l’Irlanda ha conquistato Murrayfield.

Lo stesso anno O’Connell è stato convocato da Clive Woodward per il tour dei British & Irish Lions in Nuova Zelanda. L’uomo del Munster ha ottenuto il suo primo cap con i Leoni il 25 giugno 2005, nel primo test match a Christchurch, dov’è stato salutato come il nuovoMartin Johnson. Paul ha disputato anche la seconda e terza prova, ma gli europei hanno perso la serie 3 a 0.

Il seconda linea di Limerick è stato parte integrante della squadra irlandese che ha vinto laTriple Crown anche nel Sei Nazioni 2006, con il XV del Trifoglio che all’ultima giornata ha espugnato Twickenham: un drammatico 28 a 24 con meta di Shane Horgan all’ultimo minuto.

In estate gli uomini di Eddie O’Sullivan hanno intrapreso un tour in Nuova Zelanda e Australia, perdendo in maniera onorevole entrambi i test match con gli All Blacks e quello con i Wallabies. Nel secondo test con i neri, a Auckland, dove gli Irlandesi hanno disputato una magnifica gara, è andato di nuovo in meta Paul O’Connell.

Il seconda linea ha marcato anche a novembre contro i Pacific Islanders, in quella che è stata l’ultima partita di rugby giocata nel vecchio Lansdowne Road, prima che fosse demolito e ricostruito come Aviva Stadium.

Il 20 maggio 2006 il Munster ha conquistato l’Heineken Cup. La Red Army è arrivata prima nel proprio girone vincendo tutte le partite tranne quella con gli Sharks all’Edgeley Park. Paul ha segnato una meta nella vittoria per 19 a 10 dei quarti di finale contro l’USA Perpignan. Poi, ha giocato un ruolo fondamentale, in coppia con Donncha O’Callaghan, in semifinale con il Leinster, battuto con un netto 30 a 6, e con i forti francesi del Biarritz Olympique in finale, sconfitti 23 a 19 sull’erba del Millenium Stadium. Trevor Halstead ePeter Stringer hanno segnato entrambi una meta, metre Ronan O’Gara è stato perfetto dalla piazzola, cinque su cinque, per una vittoria storica.

Il magico 2006 aveva ancora qualche cosa da dire. A fine anno, infatti, O’Connell ha ricevuto la nomination per il premio di Player of the Year, unico candidato dell’Emisfero Settentrionale. Gli altri quattro erano Dan Carter, Chris Latham, Fourie du Preez e Richie McCaw, con quest’ultimo che alla fine si è aggiudicato il titolo.

O’Connell ha avuto di nuovo la fascia di capitano dell’Irlanda, al posto di un O’Driscollinfortunato, nella storica sfida contro la Francia nel Sei nazioni 2007, la prima partita di rugby mai giocato al Croke Park. Una settimana dopo con l’Inghilterra, sempre nel leggendario stadio del Bloody Sunday, quando i verdi hanno battuto i rivali 43 a 13, Paul si è visto assegnare il riconoscimento di Man of the Match.

Quello stesso anno O’Sullivan ha convocato Keano nella rosa irlandese che ha preso parte alla Coppa del Mondo di Rugby in Francia. Il suo torneo è iniziato contro la Namibia, squadra che, pur essendo la più debole del girone, ha dato parecchio filo da torcere ai verdi, perdendo solo 17 a 32. O’Connell era in campo anche sei giorni più tardi, quando la Georgia è andata vicinissima a battere un’imbarazzante squadra irlandese, che ha chiuso l’incontro con un misero 14 a 10. Il mondiale di Paul, e dell’Irlanda, si è chiuso con le due sconfitte contro la Francia e l’Argentina. Il XV del Trifoglio si è così schiantato nella fase a gironi del torneo, conseguendo uno dei punti più bassi della sua storia rugbistica.

Le soddisfazioni per O’Connell sono arrivate a livello di club. Il seconda linea di Limerick, che nel luglio 2007 era diventato capitano del Munster succedendo ad Anthony Foley, ha condotto la squadra al secondo trionfo in Heineken Cup nella stagione 2007-08, svolgendo un ruolo cruciale nella vittoriosa finale per 16 a 13 sul Tolosa. È stato lui il perno della battaglia sulla linea di meta avversaria che ha portato oltre Demis Leamy, per l’unica meta irlandese.

Quel 24 maggio 2008 a Cardiff, il Munster ha subito per oltre mezz’ora gli attacchi dei francesi, concedendo loro solo tre punti arrivati da un drop di Jean-Baptiste Élissalde. Poi, al trentesimo minuto, i rossi di Limerick sono arrivati per la prima volta nella 22 del Tolosa, dopo una combinazione in touche tra il tallonatore Jerry Flannery e Paul O’Connell. A cinque metri dalla linea francese il Munster ha operato con quello che era il suo marchio di fabbrica; il logoramento martellante del pack verso i corrispettivi otto uomini avversari, tra i quali c’era il nostro Totò Perugini. I rosso-blu hanno rubato una mischia ad introduzione francese e spinto Leamy oltre la linea. L’arbitro, però, ha chiamato il TMO e ha detto, ingiustamente, “No Try”. Gli uomini allenati da Declan Kidney non si sono persi d’animo; hanno introdotto loro l’ovale in mischia e dopo una dura battaglia hanno portato ancoraDemis Leamy in meta. Questa volta la segnatura è stata convalidata. A quel punto il Munster ha semplicemente nascosto l’ovale ai rivali sino alla fine del primo tempo, con gli ultimi minuti caratterizzati da un piazzato a testa di Ronan O’Gara e Jean-Baptiste Élissalde.
Nella ripresa il Tolosa ha perso per dieci minuti il suo capitano Fabien Pelous, uscito per sin-bin, ad indicare quanto nervosismo serpeggiava nella compagine di Guy Novac. O’Garaha centrato i pali con un altro penalty quindi, tre minuti più tardi, i francesi sono riusciti a sfruttare l’unico errore difensivo del Munster e sono andati in meta con Yves Donguy. La trasformazione di Élissalde ha messo momentaneamente le due squadre in parità: 13 a 13. A un quarto d’ora dalla fine ancora Ronan O’Gara ha riportato avanti i suoi e il risultato non è più cambiato. I tifosi arrivati da Limerick hanno potuto dare sfogo alla loro gioia sulle note di Fields of Athenray.

L’anno successivo Keano ha condotto il Munster alla vittoria anche in Celtic League, chiudendo il campionato al primo posto con 8 punti di distacco dall’Edimburgo.

Nel 2009 sulla panchina dell’Irlanda è arrivato Declan Kidney, già coach del Munster, quindi grande conoscitore delle capacità di O’Connell. L’abilità di rubare le palle in touche del seconda linea è stata un elemento chiave nel 17 a 15 con cui l’Irlanda ha sconfitto il Galles nell’ultima giornata del Sei Nazioni 2009, un risultato che ha concesso loro il primoGrande Slam in 61 anni. Il XV del Trifoglio aveva già battuto tutte le altre contendenti e quel 21 marzo 2009 doveva compiere la titanica impresa di uscire vincente dal Millenium Stadium se voleva agguantare lo Slam. La partita è rimasta stabile sullo 0 a 0 sino alla fine del primo tempo, quando Stephen Jones con due piazzati ha portato i suoi al riposto sul 6 a 0. Nella ripresa i verdi sono entrati in campo con un piglio più aggressivo e nel giro di due minuti hanno realizzato un paio di mete con Brian O’Driscoll e Tommy Bowe, entrambe trasformate da Ronan O’Gara. Jones ha riportato sotto i suoi con altri due penalties e poi è arrivato un finale di partita da infarto. A quattro minuti dal termine l’apertura gallese ha calciato tra i pali il drop del sorpasso; i Dragoni erano avanti 15 a 14. Due minuti dopo è stato O’Gara ha sparare un calcio di rimbalzo nell’acca avversaria: Galles 15 – Irlanda 17. Ma non era ancora finita. A tempo scaduto Stephen Jones ha avuto l’occasione di strappare ai rivali il Grande Slam. Il calcio di punizione appena dentro l’area dei 22 metri irlandese sembrava facile per un cecchino come lui. La palla, però, è uscita di lato e per gli uomini diKidney è iniziata la festa attesa da tempo immemorabile. Paul O’Connell ha ricevuto tra le mani la Triple Crown e il capitano Brian O’Driscoll ha sollevato il trofeo del Sei Nazioni.

Il 21 aprile 2009 O’Connell è stato nominato da Ian McGeechan capitano dei British & Irish Lions per il tour in Sudafrica. Il primo test match è andato in scena il 20 giugno a Durban, dove i rossi hanno subito una sconfitta per 21 a 26, con Paul che ha giocato in seconda linea accanto al gallese Alun Wyn Jones. Keano ha guidato i Lions nella seconda prova con un nuovo partner, l’inglese Simon Shaw. I Leoni hanno perso ancora, per soli tre punti, a causa del penalty di Morne Steyn a tempo scaduto. Purtroppo, con la partita è stata persa anche la serie. Gli uomini dell’Emisfero Nord hanno realizzato il punto della bandiera vincendo il terzo test match con un netto 28 a 9, evitando in quel modo il primo whitewash dagli Springboks in 118 anni. Gli incontri infrasettimanali hanno visto i Lions conseguire sei vittorie e un pareggio con gli Emerging Springboks.

A novembre Paul ha giocato i test down-under, con l’Irlanda che ha pareggiato contro l’Australia e sconfitto Figi e il Sudafrica.

Nel 2010 il XV del Trifoglio non è riuscito a bissare il successo della stagione precedente nel Sei Nazioni. Con tre vittorie e due sconfitte la squadra di Kidney ha chiuso al secondo posto, alle spalle della Francia. Paul ha giocato tutte le sfide del torneo ma, a causa di un infortunio all’inguine, è stato costretto a saltare i test match estivi e anche quelli autunnali.

Dopo essere stato lontano dai campi da gioco nove mesi, O’Connell ha fatto il suo ritorno tra le fila del Munster contro i Cardiff Blues, nel dicembre 2010. Il seconda linea è quindi tornato anche a giocare in Heineken Cup contro gli Ospreys una settimana più tardi, solo per essere espulso e squalificato per quattro settimane.
Il suo ritorno non è stato sufficiente ad evitare al club di Limerick la sconfitta per 16 a 32 a Tolone, un risultato a causa del quale il Munster non è riuscito ad avanzare oltre la fase a gironi della competizione per la prima volta in 13 anni.

Il rientro in nazionale di Paul è avvenuto il 6 febbraio 2011 a Roma, dove l’Irlanda ha sconfitto gli azzurri 13 a 11 grazie al drop di Ronan O’Gara a tre minuti dalla fine. Anche quell’anno il XV del trifoglio ha perso due partite, in casa con la Francia e al Millenium Stadium, ma avuto l’onore di sconfiggere l’Inghilterra all’ultima giornata, impedendo al XV della Rosa di raggiungere il tanto agognato Grande Slam.

Il 2 aprile 2011 O’Connell si infortunato nuovamente, questa volta ai legamenti della caviglia, durante una partita di Magners League con il Leinster, ed è rimasto fuori per quattro settimane. Keano è rientrato il 30 aprile successivo, nella gara di Amlin Challenge Cup persa contro gli Harlequins 12 a 20.

Quella stagione ha visto il Munster arrivare primo nella regular season del campionato. Quindi, dopo avere superato gli Ospreys in semifinale 18 a 11, la Red Army ha disputato la finale di nuovo con i terribili cugini del Leinster, il 28 maggio al Thomond Park di Limerick. Da capitano O’Connell ha portato la sua squadra ad una vittoria schiacciante, un 19 a 9 frutto delle mete di Doug Howlett e Keith Earls, di una meta tecnica e di due trasformazioni di Ronan O’Gara.

In agosto la squadra in verde ha disputato tre incontri in preparazione della Coppa del Mondo 2011, due con la Francia e una con l’Inghilterra, partita quest’ultima in cui Paul ha indossato di nuovo la fascia da capitano. Tutti gli incontri sono terminati con la sconfitta per gli uomini di Declan Kidney.

In autunno, Keano ha preso parte alla sua personale terza edizione di un mondiale.

In Nuova Zelanda l’Irlanda ha vinto il match d’apertura contro gli Stati Uniti, con O’Connell che si è guadagnato il titolo di Man of the Match. Poi, è arrivata la storica vittoria sull’Australia, un 16 a 5 tanto bello quanto imprevisto che ha concesso ai verdi la loro prima vittoria con i Wallabies in una Coppa del Mondo. O’Connell ha riposato nella partita che l’Irlanda ha vinto con la Russia, per poi tornare a giocare dietro le prime linee nell’ultimo incontro del girone contro l’Italia, risolto con la vittoria dei verdi per 36 a 6.
Arrivati primi nel loro girone, ai quarti gli irlandesi hanno trovato sulla loro strada la giovane compagine del Galles, la quale ha vinto 22 a 10 e costretto i rivali a tornare sull’Isola di Smeraldo prematuramente.

Il 2012 di Paul O’Connell è iniziato con la notizia che, in assenza di Brian O’Driscoll, sarebbe stato lui il capitano della nazionale del Trifoglio.
Il torneo per i verdi è iniziato con la sconfitta casalinga per mano della squadra che li aveva eliminati al mondiale ed è proseguito con la vittoria sull’Italia, sempre al Lansdowne Road, e il pareggio di Parigi. A quel punto però, proprio nella sfida con Les Blues, O’Connell si è infortunato ad un ginocchio ed è stato costretto a dire addio ai campi da gioco.

Il seconda linea è tornato in forze subito dopo la fine del Sei Nazioni, giocando l’8 aprile 2012 contro l’Ulster nei quarti di finale di Heineken Cup. O’Connell, però, ha subito un altro infortunio al ginocchio nella sfida di Pro12, ancora con l’Ulster, che lo ha escluso per altre sei settimane: tanto è bastato per fargli saltare la serie di tre test match che l’Irlanda ha effettuato con la Nuova Zelanda nel giugno 2012.

In agosto, dopo aver perso la serie con gli All Blacks, O’Connell si è dichiarato in forma, ma un infortunio alla schiena ha prolungata la sua assenza forzata all’inizio della stagione 2012-13, che gli ha fatto perdere i match invernali. Paul ha calcato nuovamente il campo il 13 ottobre 2012, nella gara d’esordio del Munster in Heineken Cup contro i francesi del Racing Métro 92.
Purtroppo, Keano ha sofferto una ricaduta dell’infotunio e ha dovuto subire un intervento chirurgico attorno a Capodanno.

O’Connell è tornato presto in campo, con un recupero più rapido del previsto, e ha giocato 40 minuti per il Munster A il 12 marzo 2013. Dopo aver disputato 80 minuti anche con i Young Munster, il seconda linea ha giocato con la prima squadra una gara di campionato contro il Connacht, il 23 marzo, rimanendo sul terreno di gioco per l’intera partita.

Il 7 aprile Paul è stato capitano dei rossi in assenza di Doug Howlett nel quarti di finale di Heineken Cup 2013, una sfida che il club di Limerick ha vinto 18 a 12 con gli Harlequin e dove lui è stato eletto Man of the Match. Keano ha indossato la fascia anche nella semifinale, persa 10 a 16 per mano del Clermont Auvergne, il 27 aprile successivo.

Nonostante la lunga sequela di infortuni, nel 2013 Warren Gatland ha richiesto le doti di O’Connell per il tour dei British & Irish Lions in Australia. Per prepararsi al tour i rossi hanno disputato un match il 1 giugno a Hong Kong contro i Barbarians. La partita è finita 59 a 8 per i leoni, con otto mete realizzate, tra cui quella di Paul, che della squadra era il capitano causa l’assenza di Sam Warburton.
Arrivati nel paese dei canguri, il seconda linea ha iniziato la tournée giocando contro Waratahs, il 15 giugno 2013, per poi disputare il primo dei tre test match con i Walabies il 22 giugno a Brisbane, giocando in coppia con Alun Wyn Jones. I rossi hanno vinto la sfida 23 a 20, grazie alle mete delle due ali gallesi George North e Alex Cuthbert. Proprio in questa partita, però, O’Connell si è fratturato il braccio ed è stato escluso dal resto del tour. L’irlandese è comunque rimasto in seno alla squadra con un ruolo di coaching.
I Leoni, per la cronaca, hanno perso il secondo test e vinto il terzo, e con esso la serie, ma al posto di Paul in campo c’era Geoff Parling.

In autunno Keano ha giocato con la sua nazionale i test down-under contro le squadre dell’Emisfero Sud; al suo fianco non c’era più il fidato partner Donncha O’Callaghan, ritiratosi dopo il Sei Nazioni 2013, ma la nuova seconda linea Devin Toner. Battuta Samoa e perso contro l’Australia, il 25 novembre l’Irlanda ha sfiorato l’impresa di vincere con gli All Blacks. A tempo ormai scaduto i verdi erano in vantaggio 22 a 17. Poi, con l’ottantesimo passato da un minuto, è arrivata la meta di Ryan Crotty e la trasformazione di Aaron Cruden, a ribaltare il risultato sul 22 a 24.

Nel mese di gennaio 2014 O’Connell ha firmato un nuovo contratto di due anni con il Munster, che lo avrebbe visto nella rosa della squadra fino a giugno 2016. Il 5 aprile 2014 Paul ha segnato una meta ad un minuto dal termine nella sfida che il suo club ha vinto 47 a 23 con il Tolosa, nel quarto di finale di Heineken Cup. I rossi di Limerick si sono poi schiantati in semifinale contro il Tolone di Jonny Wilkinson.

Sul fronte internazionale, Il 27 gennaio 2014 il coach della nazionale Joe Schmidt ha diramato l’elenco dei partecipanti al Sei Nazioni e fra essi c’era anche Paul O’Connell. Il seconda linea ha mancato la prima sfida del torneo, vinta 28 a 6 dal XV del Trifoglio contro la Scozia, a causa di un’infezione toracica, ma è sceso in campo in quella successiva con il Galles, all’Aviva Stadium, dove i verdi si sono imposti facilmente 26 a 3.
L’Inghilterra ha infranto i sogni irlandesi di conquistare la Triple Crown, battendoli nel loro tempio di Twickenham 13 a 10: una meta trasformata a testa, ma un piazzato in più per i padroni di casa, di Owen Farrell, a fare la differenza.
Quindici giorni più tardi l’Irlanda ha asfaltato l’Italia a Dublino, sommergendola con sette mete. A quel punto non restava che la Francia sul cammino verso il titolo. Il 15 marzo, a Saint-Denis, è andata in scena una sfida drammatica, che i verdi sono riusciti a vincere per soli due punti (22 a 20) grazie ad un magistrale Jonathan Sexton, autore anche di due mete, e ad un O’Connell infallibile nei punti d’incontro. Nel finale l’arbitro ha chiesto l’intervento del TMO e annullato la meta francese di Damien Chouly, sancendo in quel modo la vittoria del Campionato 2014 agli uomini di Schmidt.

O’Connell è stato nominato capitano per il tour che l’Irlanda ha intrapreso in Argentina a giugno. Keano ha giocato entrambi i test match con i Pumas, sfociati in due vittorie.

Paul ha mantenuto la fascia anche durante i test match invernali, disputando le sfide con Springboks e Wallabies. Gli irlandesi hanno sorpreso tutti vincendo entrambi gli incontri con le superpotenze dell’Emisfero Sud, mettendosi in mostra come la squadra più in forma del momento. Nella partita con l’Australia O’Connell è stato eletto Man of the Match.

Paul è stato il capitano della nazionale anche per il Sei Nazioni 2015. I verdi hanno iniziato alla grande il torneo, vincendo le prime tre sfide contro Italia, Francia e Inghilterra.
Il 14 marzo 2015, con il Galles a Cardiff, Paul ha toccato quota 100 caps per la sua nazionale, ma l’Irlanda ha perso la sfida 13 a 26.
A quel punto per la vittoria finale del torneo erano in gioco Irlanda, Inghilterra e lo stesso Galles, tutte con una sola sconfitta subita. Il caso ha voluto che all’ultima giornata nessuna delle tre s’incontrava con un’altra pretendente al titolo; quindi, si sarebbe arrivati a decretare il vincitore solo grazie alla differenza punti. Gli uomini di Joe Schmidt erano attesi a Edimburgo, contro una Scozia che intendeva evitare il whitewash. L’Irlanda, però, si è dimostrata nettamente superiore e ha vinto 40 a 10, con il capitano Paul O’Connell ad aprire le danze dopo soli 4 minuti grazie alla sua settima marcatura internazionale.
A nulla sono valsi i 61 punti realizzati dal Galles a Roma e i 55 che l’Inghilterra ha rifilato alla Francia. Per il secondo anno consecutivo, con soli 6 punti di differenza, l’Irlanda è finita in cima alla classifica del Sei Nazioni. Con questo risultato la squadra di Schmidt è balzata anche al terzo posto del ranking mondiale, dietro ad All Blacks e Springboks, ma prima potenza del rugby europeo.

O’Connell ha conseguito il titolo di Miglior Giocatore del Sei Nazioni e, a maggio, si è visto assegnare anche il Player of the Year 2015 Award dalla Irish Rugby Union Players Association.

Il 16 maggio successivo Paul ha segnato una meta nella vittoria per 50 a 27 con cui il Munster ha battuto i Newport Gwent Dragons. È stata questa l’ultima marcatura del seconda linea per il suo club. Il Munster, dopo la vittoria in semifinale con gli Ospreys, è arrivato a disputare la finale di Guinness Pro12 contro i Glasgow Warriors, il 30 maggio 2015, con gli scozzesi che hanno conquistato il loro primo titolo vincendo con il risultato palindromo di 31 a 13.
Nonostante il suo contratto prevedesse di giocare nel Munster sino al 2016, Paul ha dichiarato che dopo questa finale avrebbe lasciato i rossi di Limerick. Il 2 giugno è stato annunciato che ad O’Connell è stata concessa una recissione anticipata dal contratto. Paul ha dichiarato di volere provare un’esperienza all’estero prima del ritiro.

Per quanto riguarda la nazionale, Keano ha detto che lascerà la maglia con il Trifoglio dopo la Coppa del Mondo in Inghilterra del 2015. Intanto, il 29 agosto il seconda linea ha giocato la sua ultima partita casalinga contro il Galles.

di Roberto Vanazzi

tratto da http://mitidelrugby.altervista.org/