L’HAKA E IL RUGBY


L’HAKA E IL RUGBY

La Haka, la danza dei Maori, è una danza tradizionale neozelandese, resa celebre dagli All Blacks, che la propongono come una sorta di rito inaugurale di ogni partita. Per questo, tutti conosciamo la Haka come una danza di sfida o di guerra. Basta guardare questi energumeni che mostrano la lingua, battono il petto e le braccia, che urlano e tengono gli occhi spalancati, come indemoniati.

In realtà, com’è facile immaginare, la Haka ha un significato preciso, che va ricercato proprio nelle sue origini. La parola Haka deriva da Ha (“soffio”) e Ka (“infiammare”) e significa “accendere il respiro”. Per questo la danza Maori diventa espressione dello spirito individuale, dei sentimenti, delle emozioni umane. Il tutto condito da una buona dose si aggressività, con l’intento di mostrare, e soprattutto trasmettere, forza e potenza.

Ma la Haka può essere anche manifestazione di sentimenti come la rabbia, il dolore, la gioia o la felicità. Si tratta di una danza tradizionale autentica per la piena libertà lasciata all’interprete, il quale può utilizzare ogni “strumento”, ossia ogni parte del corpo, in maniera personale e libera. Quei movimenti bruschi ed energici che a noi potrebbero apparire “accessori” nella Haka sono invece di fondamentale importanza. C’è pukana, ossia il dilatare gli occhi, whetero, fare la linguaccia come segno di sfida, ngangahu, una sorta di pukana che può essere fatto sia da uomini che da donne, e, infine, potete, il chiudere gli occhi in alcuni momenti della danza.

Fu un capo Maori, nel lontano 1820 a comporre la prima Haka, quella più famosa: Ka Mate. Questo è il testo, completo di traduzione.

Nel caso degli All Blacks la libera interpretazione di una delle danze Haka puo’ essere scritta come segue:

“Kia rite, ka rite tonu !”

(In posizione, quando siete pronti !)

Hi!!!

(Hi!!!; Hi!!!)

Ringa pakia

(Colpite le coscie con le mani)

Uma tiraha

(Puff out the chest; Petto in fuori)

Turi whatia

(Bend the knees; Piegate le ginocchia)
Hope whai ake

(Fatele seguire dall’anca)

Waewae takahia kia kino

(Sbattete i piedi piu’ forte che potete)

Ka mate, Ka Mate

(Io Muoio, Io Muoio)

Ka ora, Ka ora

(Io Vivo, Io Vivo)

Ka mate, Ka mate

(Io Muoio, Io Muoio)

Ka ora, Ka ora

(Io Vivo, Io Vivo)

Tenei Te Tangata Puhuruhuru

(Questo e’ l’uomo peloso)

Nana i tiki mai

(Che ha persuaso il Sole)

whakawhiti te ra

(A splendere di nuovo)

Upa…ne, Upa…ne

(Un passo verso l’alto! Ancora un altro!)

Upane, Kaupane

(Ancora un passo in su, fino in cima)

Whiti te ra

(Il sole brilla)

Hi!!!

(Hi!!!; Hi!!!)

La leggenda narra che il capo Maori Te Rauparaha, nascosto in un pozzo per sfuggire ai suoi inseguitori, pronunciò le parole KA MATE! KA MATE! (Io muoio! Io muoio!) quando questi vennero a cercarlo nel luogo in cui aveva trovato asilo. Sussurrò poi KA ORA! KA ORA! (Io vivo! Io vivo!) quando gli inseguitori andarono via. “Ka ora, ka ora! Tenei te tangata puhuruhuru nana nei i tiki mai whakawhiti te ra!” (Io vivo! Io vivo! Questo è l’uomo peloso che ha persuaso il Sole e l’ha convinto a splendere di nuovo!) fu il ringraziamento diretto a Te Wharerangi, che aveva offerto rifugio a Te Rauparaha.